Nasce a Semiana il movimento di arte post agricola

Il pensatore illuminato”

Contro un muro è stato appeso un motocoltivatore bcs, mentre l’ultima opera è una lampada, funzionante, realizzata con materiale agricolo riciclato: nello specifico, le piastrine della mietitrebbia. Paolo Carnevale Miacca, 62enne titolare della cascina Cerino di Semiana, è il fondatore di un movimento artistico che egli stesso ha battezzato “post agricolo”. «Il nome – spiega il risicoltore – mi è venuto spontaneo visto che utilizzo solo oggetti presenti in cascina: passo, do un’occhiata e sfrutto ciò che trovo sul momento in officina. In un certo senso mi rifaccio a “Fontana”, opera realizzata nel 1917 da Marcel Duchamp che non fu mai esposta al pubblico e che andò successivamente perduta: consiste in un comune orinatoio firmato “R. Mutt” e considerato una delle maggiori opere d’arte del ventesimo secolo da storici dell’arte e teorici specializzati».

Le opere di Carnevale Miacca sono esposte nel vicino ristorante Acquamatta, realizzato sulle rovine di un mulino del 1827, nel rispetto della pianta e delle dimensioni, e oggi gestito da Andrèia Saito. Con il fil di ferro, per esempio, Carnevale Miacca ha realizzato un “arialiante”, un aliante che diventa aria: da anni, infatti, il volo con l’aliante è il principale passatempo sportivo dell’agricoltore di Semiana, che ha l’onore di veder riportate le sue originali sculture post agricole su diversi siti e riviste di architettura, di interni e di bioedilizia. Poi c’è il “Pensatore” di fil di ferro, che, a differenza di quello bronzeo del francese Auguste Rodin, l’artista-agricoltore ha realizzato su una sedia di legno, con le braccia appoggiate allo schienale. L’ultima fatica è lo scheletro di una cappelletta, nel cortile del ristorante, che potrà essere utilizzata per le cerimonie nuziali. «Anche in questo caso – aggiunge Carnevale Miacca – ho usato solamente fil di ferro per l’intelaiatura di quella che vorrebbe rappresentare una cappella religiosa: qui ho posizionato un altare, ricavato da un piedistallo in ghisa proveniente da una vecchia pialla. A breve, la cappelletta sarà avvolta da varie piante rampicanti in modo da creare un ambiente adeguato per gli sposi e i loro familiari che verranno da noi per il pranzo nuziale».

L’altare post agricolo in granito

La Regina dell’avanguardia italiana

Il 2021 è l’anno della riscoperta della medese Regina Cassolo. La prima donna scultrice dell’avanguardia italiana sarà celebrata alla Galleria d’arte moderna e contemporanea (Gamec) di Bergamo, al Centre Pompidou di Parigi e al Guggenheim di Bilbao. Lorenzo Giusti, direttore della Gamec e curatore della mostra “Regina. Della scultura” con Chiara Gatti, riassume: «È la prima grande retrospettiva dedicata a Regina Cassolo, una delle figure più affascinanti del panorama artistico europeo del Novecento. Nata dall’acquisizione di un importante nucleo di opere dell’artista da parte della Gamec e del Pompidou, la mostra raccoglie 250 lavori all’interno di un percorso che abbraccia mezzo secolo di attività artistica, dagli anni Venti ai primi anni Settanta. Ora attendiamo che la Lombardia torni in zona gialla e poi resteremo aperti fino al 29 agosto».

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I luoghi dell’abbandono in Lomellina in un docu-film

Enrico Omodeo Salè

“La natura, quella cosa che resta oltre il tempo, oltre la civilizzazione, oltre i confini del presente, viene calpestata, ostacolata, fraintesa. Ma, dopo un po’, ritorna. Si riprende quello che è suo”. Il 39enne regista novarese Enrico Omodeo Salè, la cui famiglia è originaria di Mortara, è alle prese con il docu-film “La natura si riprende i suoi spazi”, che mostra una serie di spazi e di edifici abbandonati dall’uomo attraverso riprese aeree e da terra. Su YouTube è già visibile l’anteprima del lavoro svolto per ora fra Novara e Vercelli, oltre a Liguria, Veneto ed Emilia Romagna. «Dopo Pasqua – spiega Omodeo Salè – sarò anche in Lomellina per filmare vecchie cascine, stazioni ferroviarie e abitazioni ormai abbandonate: l’idea è di raccontare e valorizzare, attraverso una narrazione poetica, luoghi apparentemente non importanti, ma che testimoniano epoche passate, storie umane e sociali».

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Da Gerusalemme a Tromello, direzione Canterbury

Sul percorso millenario della Via Francigena in memoria della moglie e del figlio scomparsi nei mesi scorsi. Il 72enne norvegese Mathias è stato accolto a Tromello dal consigliere comunale Stefano Simini e da Giancarlo Bindolini, volontario e custode del tratto tromellese dell’itinerario dei pellegrini medievali (foto in alto con due pellegrini). Simini, che nel luglio di due anni fa aveva percorso il cammino di Santiago di Compostela, ha incrociato sabato 27 marzo pomeriggio il pellegrino norvegese di fronte alla chiesa parrocchiale di Tromello.

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«Io e il mio amico Raoul Casadei»

La scomparsa di Raoul Casadei è ricordata da Mira Torriani, la regina del liscio lomellino che non calca il palcoscenico dal 2011, dopo più di quarant’anni davanti a un microfono. «Incontravo Raoul – dice la 65enne ex cantante, che da alcuni anni vive in un paese del Monferrato – soprattutto negli autogrill, quando entrambi finivamo le serate: lavoravamo molto in tutto il Nord Italia e oltre. Ci parlavamo bevendo un caffè o un cappuccino e ridendo alle barzellette del suo sassofonista Fiorenzo Tassinari. Non abbiamo mai suonato insieme, ma capitava che un locale avesse ospitato una sera l’orchestra di Casadei e la sera dopo quella guidata da me». Erano gli inizi degli anni Settanta, quando Casadei e Mira Torriani si esibivano, fra l’altro, nei locali del Varesotto. «Raoul era una persona molto alla mano – conclude l’ex regina del liscio – Ci scambiavamo anche domande di lavoro sul tale musicista o sulla tale balera».

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“Ma perché tutte queste parole inglesi?”

Draghi tra baby sitter e smart working (VIDEO)

“Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting. Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi”. Così il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi si concede una battuta sugli anglicismi che popolano, purtroppo, la lingua italiana.

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