La rana diventa un gioco. A Olevano di Lomellina

Il gioco della rana era l’antenato del flipper: quando quest’ultimo si diffuse anche in Lomellina, la gloriosa storia del gioco di abilità noto per la rana dalla bocca aperta arrivò al capolinea. Giuseppe Poggi, presidente dell’associazione Amici del museo di Olevano di Lomellina, riassume così la fine di un passatempo presente in tutte le osterie, che impegnava bambini e adulti in avvincenti e rumorosissime partite.

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Finalmente il museo dedicato allo scultore Narciso Càssino

Una sessantina di opere fra bassorilievi, marmi, gessi, terrecotte e bronzi compongono il museo dedicato a Narciso Càssino, la cui fama è legata al colossale gruppo di bronzo dorato della Mater Dei che svetta in cima al santuario della Madonna della Guardia di Tortona. Lo scultore di Candia Lomellina è morto nel gennaio 2003 all’età di 89 anni.

Beppe, l’airone rosso che vola fra la Lomellina e il Senegal

L’airone rosso Beppe è tornato a casa dopo un volo di più di 8mila chilometri, dalla Lomellina al Senegal e ritorno. Una storia avvincente a cavallo del Mediterraneo e del Sahara, ricostruita quasi giorno per giorno grazie al sistema Gps-Gsm con batterie solari inserito nel minuscolo zainetto agganciato alla zampa dell’ardeide.

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Il piccolo mondo antico di Langosco secondo Cesare

Il piccolo mondo antico di Langosco raccontato da Cesare Rastellino, partito falegname per la Brianza e poi divenuto imprenditore nel settore del mobile con i cinque figli. Il 93enne mobiliere in pensione, che abita a Cesano Maderno, ha dato alle stampe “Diario del nonno”, un’autobiografia che rievoca gli anni dell’adolescenza e della gioventù in Lomellina.

Una copia del volumetto autoprodotto è stata inviata al sindaco di Langosco Margherita Tonetti, che ora la metterà a disposizione dei compaesani interessati a conoscere la storia di quasi un secolo fa.

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La via verso Roma: la Francigena “torna” in Lomellina

Da Palestro a Chignolo: la “Road to Rome 2021” attraverserà la Lomellina, Pavia e la bassa Pavese lungo il millenario tracciato della Via Francigena. Tre le tappe che, dal 9 all’11 agosto prossimi, faranno conoscere a un gruppo di registi video e di esperti di reti sociali e della comunicazione i luoghi percorsi alla fine del X secolo da Sigerico, vescovo di Canterbury. L’evento vuole celebrare l’anniversario sia della fondazione dell’Associazione europea delle Vie Francigene (Aevf), avvenuta il 7 aprile 2001 a Fidenza, sia del riconoscimento della Via Francigena quale “itinerario culturale”, avvenuto nel 1994 da parte del Consiglio d’Europa.

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Nasce a Semiana il movimento di arte post agricola

Il pensatore illuminato”

Contro un muro è stato appeso un motocoltivatore bcs, mentre l’ultima opera è una lampada, funzionante, realizzata con materiale agricolo riciclato: nello specifico, le piastrine della mietitrebbia. Paolo Carnevale Miacca, 62enne titolare della cascina Cerino di Semiana, è il fondatore di un movimento artistico che egli stesso ha battezzato “post agricolo”. «Il nome – spiega il risicoltore – mi è venuto spontaneo visto che utilizzo solo oggetti presenti in cascina: passo, do un’occhiata e sfrutto ciò che trovo sul momento in officina. In un certo senso mi rifaccio a “Fontana”, opera realizzata nel 1917 da Marcel Duchamp che non fu mai esposta al pubblico e che andò successivamente perduta: consiste in un comune orinatoio firmato “R. Mutt” e considerato una delle maggiori opere d’arte del ventesimo secolo da storici dell’arte e teorici specializzati».

Le opere di Carnevale Miacca sono esposte nel vicino ristorante Acquamatta, realizzato sulle rovine di un mulino del 1827, nel rispetto della pianta e delle dimensioni, e oggi gestito da Andrèia Saito. Con il fil di ferro, per esempio, Carnevale Miacca ha realizzato un “arialiante”, un aliante che diventa aria: da anni, infatti, il volo con l’aliante è il principale passatempo sportivo dell’agricoltore di Semiana, che ha l’onore di veder riportate le sue originali sculture post agricole su diversi siti e riviste di architettura, di interni e di bioedilizia. Poi c’è il “Pensatore” di fil di ferro, che, a differenza di quello bronzeo del francese Auguste Rodin, l’artista-agricoltore ha realizzato su una sedia di legno, con le braccia appoggiate allo schienale. L’ultima fatica è lo scheletro di una cappelletta, nel cortile del ristorante, che potrà essere utilizzata per le cerimonie nuziali. «Anche in questo caso – aggiunge Carnevale Miacca – ho usato solamente fil di ferro per l’intelaiatura di quella che vorrebbe rappresentare una cappella religiosa: qui ho posizionato un altare, ricavato da un piedistallo in ghisa proveniente da una vecchia pialla. A breve, la cappelletta sarà avvolta da varie piante rampicanti in modo da creare un ambiente adeguato per gli sposi e i loro familiari che verranno da noi per il pranzo nuziale».

L’altare post agricolo in granito
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