«La mia vita per un pianoforte»

Intervista ad Alessandro Marangoni, 39enne pianista mortarese dalla fulgida carriera.

  1. Quando hai iniziato a suonare il pianoforte e da chi hai preso le prime lezioni?

Ho iniziato a suonare a cinque anni con Alfredo Sommariva a Mortara: ho chiesto ai miei genitori di affittarmi un pianoforte altrimenti non sarei più andato a scuola… Ho proseguito con Roberto Beltrami e con Marco Vincenzi al Conservatorio di Alessandria per perfezionarmi poi con la grandissima pianista napoletana Maria Tipo a Fiesole. Ho avuto la grande fortuna di studiare sempre con ottimi insegnanti. 

  1. Qual è il tuo rapporto con il Collegio Borromeo di Pavia?

Al Collegio Borromeo devo tutto! E’ stato il luogo che più di ogni altro mi ha formato dal punto di vista sia culturale sia umano. Il Borromeo è il più prestigioso collegio universitario di merito italiano, citato anche nei Promessi Sposi. Ho incontrato in Collegio persone straordinarie provenienti da tutt’Italia e che ora sono tra le migliori “menti” in circolazione: in Borromeo ho imparato l’importanza dell’unitarietà del sapere, del fare comunità e che con umiltà si ottengono grandi risultati. Attualmente sono onorato di essere nel comitato scientifico e direttore artistico della Stagione musicale del Collegio, dove si fa musica dal Cinquecento: i concerti sono frequentatissimi dai giovani, che pur studiando magari medicina o giurisprudenza amano e conoscono profondamente la musica. Alcuni studenti, dopo le lezioni in università, si trovano tra loro per un caffè e fanno musica da camera, per la gioia di farlo. I giovani sono stanchi di banalità, vogliono una proposta forte e autentica! Abbiamo anche fondato un coro e un’orchestra di studenti, faremo le audizioni mercoledì 17 ottobre: invito tutti a fare questa bellissima esperienza di musica insieme. 

  1. Qual è il tuo rapporto con Mortara?

Mortara rimane la città dove sono cresciuto e a cui sono legatissimo. Ho la fortuna di viaggiare molto all’estero per concerti, ma ritorno sempre “a casa” felice, soprattutto per l’autenticità dei rapporti di amicizia che spesso nelle grandi città sono impossibili da mantenere. Cerco di darmi da fare e mettermi a disposizione per la cultura collaborando con il Comune da 14 anni. Da quando sono ragazzino dirigo anche il coro dell’abbazia di Santa Croce, cosa che continuo a fare tra un concerto e l’altro: sono bravi e molto motivati. 

  1. Perché il tuo idolo è Rossini?
rossini
Il pesarese Rossini

Perché lo sento familiare. Rossini è un’artista gigantesco, che tiene aperti i teatri di tutto il mondo e che piace a tutte le generazioni perché una volta che conosci la sua musica e la sua personalità non puoi che rimanerne affascinato. Il Rossini pianistico è un mondo incredibile pieno di originalità, ironia, virtuosismo, sorprese inaspettate e tanta bellissima musica. E’ anche il mio santo protettore: eh sì, non esistono mica solo Padre Pio o Santa Rita! Dopo aver fatto tanti “Peccati di vecchiaia” e scritto la “Petite Messe Solennelle” volete che non sia al loro fianco in Paradiso? 

  1. Ci sono altri compositori che ti affascinano?

Sono tanti, difficile fare una graduatoria. Senz’altro Chopin, Beethoven e Schubert. Per Bach non parlerei di fascino, ma quasi di un’adorazione. Trovo che anche Clementi sia un compositore straordinario da conoscere meglio: è stato il padre del pianoforte moderno. 

  1. Quali sono i tuoi colleghi delle epoche passate che più ammiri?
Tipo-Maria
Maria Tipo

Oltre a Maria Tipo, una leggenda vivente del pianoforte con cui ho avuto la fortuna di studiare e con cui c’è ancora un bellissimo rapporto di affetto, senz’altro nel passato Rubinstein: sento spesso le sue interpretazioni, un genio assoluto! Così come Richter, che aveva un repertorio immenso. 

  1. Come giudichi la musica oggi: in buono stato, zoppicante?

In Italia ci sono enormi difficoltà dovute alla poca attenzione della politica nei confronti del sistema musicale, che dovrebbe invece essere una priorità: la musica genera non solo progresso ma anche economie, dando lavoro a migliaia di persone e prestigio internazionale al nostro Paese. Le note musicali le abbiamo inventate noi italiani, grazie a Guido d’Arezzo. Il primo conservatorio della storia è nato a Napoli. Il pianoforte l’ha inventato il padovano Cristofori. I musicisti italiani sono tuttora i più richiesti al mondo. Ma nonostante le difficoltà vedo negli ultimi anni una crescita di interesse, soprattutto da parte dei giovani: nascono nuovi teatri e nuove stagioni musicali, c’è una ricca produzione discografica e i compositori italiani sono bravissimi ed eseguiti ovunque. Dobbiamo ripartire dagli asili nido per far conoscere la grande musica ai bambini e avremo sicuramente una società migliore.

  1. Su quali fronti sei impegnato oggi e dove vorresti essere impegnato?

Il fronte più importante è il mio bellissimo bimbo di un anno, che è il brano musicale più bello! Ho diversi repertori nuovi da studiare: andrò a breve in tour in Sud America e tra non molto uscirà un cd in duo con Enrico Dindo. Mi piace molto anche insegnare: sono docente al Conservatorio di Matera. Insegnando si impara e si cresce moltissimo. Mi sto occupando anche come testimonial della campagna “La musica contro il lavoro minorile” delle Nazioni Unite e credo che mai come oggi sia importante essere impegnati in prima linea nella promozione di un’etica del lavoro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: