Ernesto, l’ultimo salumiere di Sartirana che inventò la Sagra della rana

L’ultimo salumiere di Sartirana Lomellina va in pensione. Domani, 31 dicembre 2018, Ernesto Zanaboni aprirà per l’ultima volta il suo negozio di alimentari di via Matteotti buttandosi alle spalle una vita passata fra salami e insaccati di ogni tipo. Il 78enne Zanaboni è conosciuto da tutti a Sartirana anche per essere stato l’ideatore della Sagra della rana, che dal 1972 attira in paese migliaia di avventori negli spazi del Giardinetto estivo di via Roma. «Ho iniziato a produrre salami all’età di 14 anni – ricorda – Ero garzone di una ditta di Remondò: poi, a vent’anni, mio padre acquistò un negozio tutto per me. Da allora non ho mai cambiato lavoro, nemmeno quando i miei amici andavano a ballare e io ero costretto a stare in negozio tutto il giorno, dalle 5 di mattina fino a tarda sera». L’attività di Zanaboni si svolgeva nella centrale via Matteotti: lì uccideva il maiale, da cui ricavava le carni con cui insaccare i salami.

Zanaboni
Zanaboni (a destra) con Gianluca Cominetti, presidente del consiglio comunale di Sartirana

Nel suo negozio il commerciante vendeva anche latte, pane e altri alimentari. All’attività di salumiere e di esercente Zanaboni ha affiancato per molti anni quella di consigliere della società di calcio Unione sportiva Sartiranese. Fu in quella veste che nel 1972 s’inventò la Sagra della rana. «Era febbraio – ricorda – Al bar del Pidrulì io e altri amici eravamo impegnati a capire come trovare i soldi per iscriverci al campionato di terza categoria e per acquistare le scarpe dei calciatori. Allora mi venne in mente di organizzare un pranzo domenicale all’aperto a base di rane dorate, una sorta di merenda a pagamento. E a settembre convocai alcune cuoche, fra cui l’Angiulìna, la Rosa e mia sorella Luisa». L’organizzazione dell’evento gastronomico, che sarebbe stato celebrato anche da Mike Bongiorno, fu molto artigianale. «I tavoli furono prestati dalla casa ducale Savoia Aosta – dice ancora Zanaboni – Poi decidemmo di cucinare le rane dorate, il nostro piatto forte, la cui ricetta è tenuta ancora oggi sotto chiave. I primi avventori furono i medici dell’ospedale San Martino di Mede, portati alla sagra da un’infermiera di Sartirana».

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