L’ex bidello Giuseppe, cento anni e non sentirli!

A cent’anni Giuseppe Riboldi esce ogni giorno in bicicletta per fare la spesa e cura con amore i suoi canarini e le sue tartarughine. Riboldi è conosciuto da tutti a Garlasco, dove è nato il 6 gennaio 1919 e dove è stato bidello della scuola elementare per trent’anni. Una figura d’altri tempi, che ha contribuito a crescere migliaia di bambini garlaschesi, ora diventati uomini e padri di famiglia. La ricorrenza è stata festeggiata sabato 5 gennaio 2018 nell’abitazione del centenario, dove sono arrivati il vice sindaco Giuliana Braseschi, l’assessore Francesco Santagostino, il consigliere comunale Riccardo Tosi e l’agente di polizia locale Alberto Resegotti. «Abbiamo consegnato a Giuseppe – spiegano gli amministratori comunali – una targa per i suoi molti anni trascorsi alle dipendenze del Comune e un cesto natalizio: per la nostra città Giuseppe è una sorta di istituzione, che ha seguito la crescita, anno dopo anno, di moltissimi bambini». Riboldi vive da solo nella casa di via Borgolo da circa cinque anni, dalla morte di sua moglie Maria.

garlasco bidello
Da sinistra, Antonio Riboldi, Riccardo Tosi, il centenario Giuseppe Riboldi, Giuliana Braseschi, Francesco Santagostino e il vigile urbano Resegotti

«È senz’altro più in gamba di me e dei miei fratelli messi insieme – dice il figlio Antonio – Nemmeno la morte di nostra madre lo ha convinto a cambiare vita: vuole rimanere a casa sua senza modificare le abitudini quotidiane». Antonio, Gabriele e Margherita, i tre figli del bidello in pensione, non sono riusciti a fargli cambiare idea. «Io e mia sorella Margherita – spiega ancora Antonio – andiamo a trovarlo ogni giorno, ma mio padre continua a ripeterci che riesce a gestirsi senza problemi: la sua autonomia è fuori discussione». Nei primi anni alle dipendenze del Comune, Riboldi è stato spazzino e cantoniere: poi, negli anni Cinquanta, è stato trasferito alla scuola elementare di via De Amicis, oggi trasformata in sede delle associazioni. In quelle aule Giuseppe ha trascorso quasi metà della sua esistenza, fra bambini e maestri che conosceva tutti per nome. «Era veramente il bidello di un’altra epoca – conferma l’assessore Santagostino – Per cinque anni è stato il mio bidello, come quello di centinaia di altri miei coetanei: ci metteva tutti in riga e guai a chi si comportava male. Era un’autentica figura di riferimento per l’intera scuola elementare». Dopo la pensione raggiunta negli anni Ottanta, Riboldi si è dedicato ai suoi passatempi, che coltiva ancora oggi malgrado l’eccezionale traguardo raggiunto. Ogni mattina l’ex bidello esce di casa per fare la spesa e per pagare le bollette nei vari uffici pubblici di Garlasco. Poi, una volta rientrato, si prepara il pranzo e si dedica ai suoi animali di compagnia. «Mio padre – dice ancora il figlio Antonio – trascorre il pomeriggio in garage, dove ha posizionato le gabbie dei canarini, oppure nel piccolo cortile, dove vivono le sue piccole tartarughe. Ora sono in letargo, ma nei mesi caldi le accudisce con tanto amore e a cui non fa mai mancare il trifoglio, che va a tagliare di persona. Ora è più contento perché nei giorni scorsi ha assistito alla nascita delle piccole tartarughine». E poi c’è l’orto, che Giuseppe segue da anni con dedizione e competenza. Ieri l’ex bidello ha tagliato il traguardo del secolo di vita: oggi, come ogni giorno, tornerà ai suoi canarini e alle sue tartarughine.

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