La Lomellina di Giovanni Gastel, il fotografo della Milano da bere

Gastel
Gastel su una scala del suo studio milanese (foto di Francesco De Agostino)

Milano, 3 giugno 2019. Ore 14.42.
Scendo dall’automobile dell’amico Alex Morandi alla ricerca del numero civico giusto. Via Tortona è un senso unico infido che, da un certo punto in avanti, potrebbe nascondere l’impenetrabile mistero della zona a traffico limitato. Per noi poveri lomellini, entrati al casello autostradale di Gropello Cairoli e usciti ad Assago, sarebbe una tragedia. Sul sedile posteriore mio figlio Francesco cerca di capire… O forse uozzappa (!) con la morosa…
Alla fine trovo il cancello giusto. La sbarra si alza e Alex parcheggia. Sulla porta di metallo appare una bionda collaboratrice di Giovanni Gastel. Lo vediamo seduto, di fronte a uno schermo, mentre aggiusta un video con un altro collaboratore. Si alza, ci viene incontro sorridendo e ci stringe la mano. Accettiamo un caffè ed entriamo nel suo studio. Alla parete destra Obama ci sorride spensierato.
Siamo con uno dei più grandi fotografi italiani, che anni fa un quotidiano definì «il più pagato del mondo».
Mi parla mentre Alex e Francesco scattano foto da ogni angolatura. Mi racconta dello zio Luchino (Visconti di Modrone, quello di “Senso” e del “Gattopardo”) e della Lomellina.
Qui sotto Gastel con Alex e Francesco, e il testo inviato al quotidiano La Provincia pavese.

 

Giovanni Gastel frequenta spesso la Lomellina per le lunghe cavalcate, solitarie o in compagnia. Uno dei più celebri fotografi d’Italia e del mondo, perfetta incarnazione della Milano da bere degli anni Ottanta, racconta il suo intimo rapporto con la terra delle risaie. Per il fotografo di Claudia Schiffer, Linda Evangelista e Bianca Balti, fra le altre, il luogo del relax lontano dalla frenesia di Milano, dov’è nato nel 1955, è Castellaro de’ Giorgi, località del Comune di Torre Beretti a pochi metri da Mede. «Per me Castellaro significa famiglia – spiega Gastel nel suo studio di via Tortona, a Milano, fra le pareti ricoperte di suoi scatti a personaggi celebri – Oggi ci vivono mio fratello Marco, che è imprenditore agricolo e allevatore di bovini, e la sua famiglia, ma la storia risale a mia nonna Carla Erba, duchessa dei Visconti di Modrone: la sua famiglia, industriali farmaceutici del Comasco, aveva acquistato la terra e i fabbricati rurali di Castellaro circa un secolo fa. Da allora le varie generazioni delle nostre famiglie si spingono lì per godere della quiete e del silenzio della campagna lomellina».

Gastel2
Il fotografo milanese nello studio di via Tortona (foto di Francesco De Agostino)

Da quando era adolescente Gastel divide le vacanze fra Castellaro, dove i Gastel possiedono terre per un totale di 1.000 ettari (più di 15.000 pertiche milanesi), e Cernobbio. «A Castellaro – racconta il fotografo – amo cavalcare fra le risaie oppure, in autunno, fra i campi incolti: è una sensazione stupenda». In queste atmosfere rurali Gastel ha incrociato qualche volta anche lo zio Luchino Visconti, fratello di sua madre Ida Pace detta Nane. «Lo amavo all’infinito – dice oggi Giovanni Gastel del regista di “Senso” e “Il Gattopardo” – Non ho mai cercato di fare il viscontiano, ma lo zio mi ha insegnato a essere molto lombardo, questa grande serietà di metodo nel lavoro. Purtroppo è mancato quando io avevo solo vent’anni: non gli ho mai potuto parlare delle cose che avrei voluto. Mi ricordo, in particolare, i due mesi che trascorsi con lui ad Algeri, quando girava il film “Lo straniero”: era la fine degli anni Sessanta e lo zio Luchino cercava di aiutare in qualche modo quella nazione uscita da una tragica guerra per l’indipendenza dalla Francia».

schif
Claudia Schiffer

A Castellaro era di casa anche il cugino maggiore di Giovanni Gastel, Eriprando detto Prandino, regista come lo zio. «Purtroppo visse e operò sempre con la presenza ingombrante dello zio Luchino – commenta il fotografo – Amava molto la Lomellina e nel 1977 vi girò il film “Una spirale di nebbia”, con Stefano Satta Flores, Eleonora Giorgi e Flavio Bucci».

Nel 1972 Gastel vende la sua prima fotografia, scattata con un 35 mm Nikkormat, e nel 1975 inizia a lavorare per la casa d’aste Christie’s. La svolta avviene nel 1981, quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Nel 1982, dopo la comparsa delle prime foto sulla rivista Annabella, inizia a collaborare con Vogue Italia e, dopo l’incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste Mondo uomo e Donna. Intorno alla metà degli anni Ottanta fonda la Gastel&Associati con Angelo Annibalini e Uberto Frigerio, e s’insedia nello

obama
L’ex presidente Usa Obama ritratto da Gastel

studio di via Tortona. «Era un quartiere operaio in abbandono e proprio in quegli anni inizia a trasformarsi nel regno della moda e degli studi fotografici, fra cui il nostro», spiega. Elabora il suo stile inconfondibile, caratterizzato da una poetica ironia, mentre la sua passione per l’arte lo porta a introdurre nelle fotografie il gusto per una composizione equilibrata.
Poi l’amicizia con Gianni Versace («Un grande creativo con cui ebbi un rapporto profondo»), le campagne pubblicitarie con le modelle più acclamate e i ritratti delle celebrità, fra cui quello recente di Barack Obama («Venti minuti con una persona gentilissima e adorabile»).

Umberto De Agostino

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: