Rubata a Mortara la reliquia della Vera Croce

La reliquia della Vera Croce conservata nell’altare maggiore dell’abbazia di Santa Croce di Mortara è stata rubata. La scheggia di legno della croce su cui morì Gesù Cristo è stata trafugata una decina di giorni fa, ma il parroco don Gianluigi Repossi ne ha dato notizia dal pulpito solo domenica scorsa, al termine della messa.

Croce
Ritrovamento delle tre croci e verifica della Croce, affresco di Piero della Francesca (1458-1466) conservato ad Arezzo, nella chiesa di San Francesco

«Abbiamo già celebrato tre messe di riparazione, durante la settimana scorsa», ha ammesso il sacerdote di fronte ai fedeli. Il prezioso frammento sacro era custodito all’interno dell’altare maggiore, costruito solo alcuni anni fa e rivolto verso i fedeli secondo il rito post conciliare: la reliquia della lunghezza di pochissimi centimetri, visibile attraverso un divisorio di vetro, era contenuta in piccola teca di forma ogivale anch’essa vitrea. Veniva introdotta nel minuscolo vano, a beneficio dei fedeli, aprendo uno sportellino presente nella parte posteriore dell’altare. I ladri dovevano quindi conoscere bene il modo di introdurre e di estrarre il frammento sacro perché il vetro anteriore non è stato infranto. È stato invece rotto il piccolo lucchetto che chiudeva le antine della parte posteriore dell’altare, attraverso cui la reliquia veniva introdotta nel vano. Il furto non dev’essere stato particolarmente difficoltoso sia perché la teca di vetro è molto piccola e leggera, sia perché la chiesa abbaziale è aperta dalle 8 alle 19 e controllata da un solo sacrestano. Comunque, per ammirare la reliquia ci si sarebbe dovuti avvicinare al vetro: forse per questo motivo, il parroco ha voluto rendere ufficiale la notizia del furto ai suoi fedeli, molti dei quali non si erano accorti di nulla. Prima che una quindicina di anni fa fosse esposta sotto l’altare maggiore, la reliquia veniva tenuta nascosta e mostrata alla comunità mortarese solo una volta l’anno: il 14 settembre, ricorrenza religiosa della consacrazione della chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Comunque l’abbazia «possiede un’altra reliquia della Santa Croce», come confermato dallo stesso parroco. Reliquia che si trova da sempre in un luogo segreto. Don Repossi ha denunciato il furto ai carabinieri di Mortara e al Nucleo carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Monza.

abbazia
La chiesa abbaziale di Santa Croce, a Mortara

Non ci sono comunque testimonianze storiche che il frammento di legno trafugato a Mortara derivi dalla Vera Croce, ritrovata nel 328 a Gerusalemme da Flavia Giulia Elena, madre dell’imperatore romano Costantino Magno. Anche perché le reliquie sparse per il mondo sono centinaia. «Quella rubata dall’abbazia – afferma Carlo Protti, storico locale e rappresentante di Italia Nostra – non è citata dai nostri storici più qualificati come Enrico Tessera, Francesco Pezza o padre Francesco Pianzola, ma è certamente una reliquia di grande valore religioso e popolare, risalente a molti secoli fa». Secondo la leggenda locale, comunque, le due reliquie sarebbero conservate a Mortara da più di un millennio, da quando cioè la prima abbazia dell’Ordine Mortariense fu costruita fuori le mura, nell’area dell’attuale stazione ferroviaria, e dedicata appunto alla Santa Croce. Nel 1573 la chiesa abbaziale fu trasportata entro le mura cittadine, dove si trova oggi fra via Roma, piazza Urbano II e corso Garibaldi.

 

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