Quando Fausto Coppi cacciava in Lomellina

«Coppi arrivava a Campalestro sulla sua Fiat 1100 familiare e poi tornava a Novi Ligure in sella alla sua bicicletta: una cinquantina di chilometri. Al volante dell’automobile, sulla strada del ritorno, si metteva Giulia Occhini, la Dama Bianca». In Lomellina il Campionissimo amava trascorrere le giornate andando a caccia di fagiani e di lepri: immagini rimaste scolpite nella memoria di Luigi Saijno, che negli anni Cinquanta del secolo scorso era ancora un bambino.

Dama
Il Campionissimo e la Dama bianca

Oggi gestisce il ristorante Mira di Campalestro, in Comune di Cergnago e sulle sponde del torrente Agogna, all’epoca inserito nella riserva di caccia di proprietà del vogherese Guglielmo Arneri. «Sono nato nel 1951 – dice oggi il ristoratore lomellino – e quindi ero ancora un bambino quando vedevo arrivare Fausto Coppi e la Dama Bianca nella riserva di cui mio padre era il guardiacaccia. Non c’era un giorno della settimana preciso, ma la coppia preferiva i giorni feriali, quando c’erano meno cacciatori in azione». Nella seconda metà degli anni Cinquanta Coppi era lo sportivo più famoso d’Italia e, dal giugno 1954, sempre al centro delle cronache scandalistiche e poi anche giudiziarie per via della sua relazione extraconiugale con Giulia Occhini, che il giornalista francese Pierre Chany definì la Dama Bianca. «Ricordo Coppi come una persona molto umile – prosegue Saijno – che dava la mano e sorrideva a tutti: quando arrivava a Campalestro, la voce si spargeva e la gente arrivava qui in bicicletta e perfino a piedi da Mortara, San Giorgio, Lomello e da molti altri paesi della Lomellina per salutarlo e farsi fare un autografo. Un giorno davanti al cancello della riserva mio padre arrivò a contare più di cento persone». L’arrivo del cacciatore Coppi era un un’autentica emozione per i lomellini dell’epoca, desiderosi di vedere da vicino il più grande campione del ciclismo italiano. E proprio in Lomellina Coppi ricevette un soprannome, forse non celebrato come il Campionissimo o l’Airone, ma senza dubbio di grande efficacia. «Sentivo che lo chiamavano bäcän, cioè baccano, confusione – ricorda ancora il ristoratore – Questo perché quando arrivava qui da noi provocava sempre un grande trambusto: persone di ogni età che invadevano l’osteria della Mira, quella che oggi è il nostro ristorante, e le campagne circostanti lungo l’Agogna. Un particolare curioso: nelle fotografie, al momento di mettersi in posa, Coppi non riusciva mai a inginocchiarsi del tutto per via dei polpacci molto sviluppati. Alle mani portava i guanti a metà dito, da ciclista, anche nelle battute di caccia».

mira
Il ristorante Mira di Campalestro oggi

Coppi viaggiava sempre con la Dama Bianca, che rimase impressa al piccolo Saijno. «La vedevo come una donna molto sicura di sé – dice ancora Saijno – Sapeva il fatto suo, molto caparbia: io all’epoca ovviamente non potevo conoscere la loro tormentata storia d’amore, ma negli anni a venire ho letto che passò quattro giorni nel carcere di Alessandria con l’accusa di adulterio». A volte a Campalestro c’erano anche Ettore Milano, altro corridore alessandrino che alla Bianchi fu uno dei principali gregari di Coppi e che a fine carriera diventò direttore sportivo della Zonca, e il giornalista Aulo Bulbarelli. E la doppietta di Coppi che cosa abbatteva? «Più che altro fagiani e lepri, ma non mancavano le sgnèpe, i beccaccini».

Una mostra a Olevano di Lomellina

Il Campionissimo sarà celebrato domenica 15 settembre a Olevano di Lomellina nel centenario della nascita. L’organizzazione dell’evento è in capo all’associazione Amici del Museo di arte e tradizione contadina, presieduta da Giuseppe Poggi. Negli spazi del Giardinetto comunale di via Solferino sarà allestita una mostra di documenti, manifesti, libri, biciclette e materiale vario su Fausto Coppi. «Abbiamo ricevuto la preziosa collaborazione – spiega Giuseppe Poggi – di Luigi Saijno, che nel corso dei decenni ha raccolto diverso materiale sull’Airone, a cominciare dalle fotografie scattate a Coppi alla riserva di caccia di Campalestro di Cergnago, a pochissimi chilometri da Olevano». I volontari del Museo olevanese metteranno in mostra anche diverse pagine della stampa dell’epoca, fra cui la copertina di un numero della Domenica del Corriere che riporta un allegro Coppi in sella alla sua Bianchi. La mostra rimarrà aperta dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. Per informazioni si può chiamare il numero 333.5211125.

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