Mortara ritorna capitale della Lomellina

Per tre giorni Mortara si riapproprierà dello status di capoluogo della Lomellina, che tenne per quasi un secolo e mezzo all’interno del Regno di Sardegna. L’occasione è fornita dalla Sagra del salame d’oca, giunta alla 53esima edizione e promossa dal Comitato Sagra, dal Comune e dall’Ascom. Tre i capisaldi della manifestazione: la 49esima Mostra provinciale del palmipede, il 47esimo Palio dell’oca e lo spazio ristorativo dedicato ai prodotti d’oca “O… che bontà” in piazza Monsignor Dughera, alle spalle del municipio.

palio
Una delle ultime edizioni del Palio dell’oca di Mortara

Si parte venerdì 27 settembre, alle 9.30, con il Minipalio tra le quarte elementari al Cappa Ricci di via Gianzana, organizzato dal Magistrato delle contrade. Poi, dalle 20, Mortara si animerà con la rassegna musical-gastronomica “Tri pas in piàsa”: nel centro storico, cibo da strada, degustazioni, musica ed esibizioni sportive a cura di vari esercizi commerciali. Alle 21 il Consorzio di tutela del salame d’oca organizza l’esposizione di piatti gastronomici a base d’oca in piazza Urbano II (anche sabato e domenica) e, alle 21.30, l’Ascom darà il via al Concorso vetrine.

Sabato 28, alle 15.30, in piazza Monsignor Dughera esposizione di dolci a cura della parrocchia di San Lorenzo e, alle 16, banchetto gastronomico ”Il salame d’oca e la birra artigianale”, a cura dell’Antica macelleria Rossi e del birrificio Decameron. Poi due momenti istituzionali in piazza Monsignor Dughera: alle 17 aprirà lo sportello dell’assessorato regionale all’Agricoltura, a cura di Ersaf, e alle 17.30 la Mostra provinciale del palmipede, con oche sia da carne sia da esposizione. Alle 18 in aula consiliare le autorità taglieranno il nastro della 53esima Sagra del salame d’oca. Alle 19.30 riaprirà “O… che bontà”, a cura del Comitato Sagra con il Consorzio di tutela del salame d’oca e il comitato della Croce rossa italiana. Alle 20 tornano i “Tri pas in piàsa” e, alle 22, “Tre passi… di moda”, sfilata di moda per uomo e donna in piazza Martiri della libertà.

sagraDomenica 29 si apre alle 9 in piazza Trieste e alla Borsa merci con “La corte contadina”, prodotti tipici locali a cura di Coldiretti in collaborazione con l’istituto Ciro Pollini. Alle 11 la novità dei madonnari di Grazie Curtatone in piazza Silvabella e la loro pittura su asfalto. Poi, sebbene per poche ore, Mortara si ritufferà nel mondo rinascimentale. Alle 14.40 in piazza Vittorio Emanuele II la corte ducale sarà accolta dalle autorità comunali e delle sei contrade. Alle 15 via al corteo storico con la partecipazione degli sbandieratori, delle sei contrade, della corte di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este e della “Merito et tempore”. Alle 16.30 via al Palio dell’oca tra le sei contrade mortaresi, presentato da Marco Fleba. Al termine, sempre in piazza Vittorio Emanuele II ci sarà l’assegnazione del Palio 2019 (al Palasport in caso di maltempo).

La sfilata in abiti rinascimentali

La Sagra del salame d’oca è l’appuntamento clou dell’anno mortarese. Decine di appuntamenti da domani a domenica, quando i protagonisti assoluti saranno l’oca, animale simbolo di Mortara e della Lomellina, e le atmosfere rinascimentali. Domenica pomeriggio, in particolare, migliaia di persone si emozioneranno al rullo dei tamburi, agli squilli delle chiarine e al passo austero e cadenzato dei figuranti. La sfilata storica del Palio dell’oca accompagnerà per mano lo spettatore a ritroso nel tempo fino agli splendori del Rinascimento. I duchi di Milano Ludovico Sforza, detto il Moro, e la moglie Beatrice d’Este – impersonati da Roberto Frigerio e Irene D’Angelo – la loro corte e i 500 figuranti saranno gli autorevoli testimoni dell’impegno profuso dalle sei contrade per riprodurre la fedeltà stilistica degli abiti ai modelli originali. Senza dimenticare l’omaggio a Leonardo da Vinci nel 500esimo anniversario della morte.

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I figuranti della contrada La Torre

Tutto ciò è il frutto di una costante, infaticabile e minuziosa ricerca storica, che, anno dopo anno, impreziosisce il corteo rievocativo ideato da Ermanno Lesca mezzo secolo fa. Alessandra Bonato presiede il Magistrato delle contrade, l’organismo che coordina le sei contrade mortaresi (Moro, Braide, San Cassiano, La Torre, San Dionigi e Sant’Albino). «Una quindicina di anni fa – spiega Bonato – chiedemmo indicazioni e consigli alla novarese Paola Fabbri, che si occupa di sartoria storica e, in particolare, rinascimentale. Ci tenne un corso di alcune lezioni: così le contrade svilupparono una sartoria interna e ridussero gradualmente l’affitto degli abiti nei negozi specializzati di Asti, Alessandria e Milano. Da qualche anno, ormai, le contrade realizzano autonomamente gli abiti di broccato, velluto, seta e cotone per i falconieri, gli astrologi, le dame, i cavalieri, i popolani e i dignitari che compongono la sfilata storica». Nel dettaglio, le sarte delle contrade si mettono al lavoro per realizzare farsetti, calzabraghe, copricapi e biancheria per gli uomini, e le vesti e le sopravvesti per le donne che imprezioscono la sfilata. Sfilata che quest’anno partirà da via Principe Amedeo, toccherà corso Garibaldi, via Cortellona, via Roma, via Josti, corso Novara e terminerà in piazza Vittorio Emanuele II, dove si svolgerà il Palio dell’oca.

Significativa, per identificare gli abiti storici, è la corrispondenza fra contrade e corporazioni rinascimentali. Le Braide, contrassegnate dai colori giallo e rosso, esprimono la tradizione dei mugnai. La contrada deve il nome all’antico toponimo “dosso delle Braide”, che in parte coincide con l’attuale territorio del rione di San Pio X. La Torre, simboleggiata dal giallo e dal nero, si rifà alla corporazione degli orafi e comprende la porzione del centro storico racchiusa dai due corsi principali. Anche San Cassiano è legata all’area del centro storico, mentre il bianco e l’azzurro di Sant’Albino designano l’arte degli speziali: la contrada prende il nome dalla millenaria abbazia che sorge alle porte della città, tappa lungo la Via Francigena. La caccia è l’affascinante tema richiamato dal Moro: durante la sfilata i contradaioli gialloverdi portano in corteo falchi, archi e frecce. Infine, la contrada di San Dionigi, simboleggiata dal rosso e dal blu e dedicata all’arte della panificazione, prende il nome dall’omonima chiesa sconsacrata.

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