«San Rocco, proteggi la Lomellina dal contagio!»

«Glorioso san Rocco, ti chiediamo di proteggere le nostre comunità di San Giorgio, Olevano e Velezzo come già le proteggesti durante il flagello della peste». Iniziano così la supplica e il voto a san Rocco postati sulle reti sociali da don Mirko Montagnoli, parroco di San Giorgio di Lomellina e Olevano e amministratore parrocchiale di Velezzo Lomellina.

don Mirko
Don Mirko espone il Crocifisso sul sagrato di San Giorgio di Lomellina

Con le chiese e i luoghi di culto chiusi a causa del Covid-19, don Montagnoli è uno dei sacerdoti lomellini che utilizzano le reti sociali per restare in contatto, sia pure virtuale, con i fedeli. L’antica devozione popolare è in qualche modo rinata di fronte alla pandemia di questi giorni in particolare grazie a Facebook. Don Montagnoli, oltre a dire messa ogni mattina in diretta video, ha esposto il crocifisso sul sagrato della chiesa di San Giorgio al suono delle campane ricordando «le cinque piaghe di Nostro Signore». Giovedì ha pubblicato la fotografia della statua di san Giuseppe posta sulla facciata della canonica di San Giorgio: «San Giuseppe illuminaci e allontana dai nostri paesi l’epidemia del Coronavirus». In particolare il sacerdote si è rivolto a san Rocco, taumaturgo francese vissuto nel Trecento e morto a Voghera: «Noi invochiamo te, che per la tua generosità nel consacrarti al servizio degli appestati vedesti cessare le pestilenze nelle città della Francia e dell’Italia da te percorse: ti promettiamo di erigerti, nelle nostre tre comunità, un segno tangibile di devozione che rimarrà come monito della tua grande intercessione ai posteri. Benedici la nostra cara e amata Italia. Te lo chiediamo per la tua intercessione e per quella della Beata Vergine Maria, Madonna della Salute».

don ciccotti
Don Paolo in processione solitaria a Cergnago

Nella vicina Cergnago don Paolo Ciccotti utilizza quotidianamente le reti sociali recitando la Via Crucis e pubblicando commenti e video per l’adorazione notturna, la “preghiera per l’Italia” e l’adorazione eucaristica. Nei giorni scorsi don Ciccotti, che dal 2013 è l’esorcista della diocesi di Vigevano, ha indossato i paramenti sacri ed è uscito per le strade portando il Santissimo Sacramento e pregando durante il cammino.

A Gropello Cairoli il parroco don Giacomo Chianello recita la messa in diretta Facebook e il 28enne curato don Paolo Butta sul suo profilo ha pubblicato diversi commenti: «Ci giochiamo la nostra vita in questi giorni, ma anche la nostra umanità: la crisi che stiamo vivendo vediamola come le doglie di un parto doloroso, ma che inaugura una vita nuova. Restiamo umani, restiamo cristiani, restiamo uniti».

A Pieve del Cairo il parroco don Luca Discacciati ha sfruttato i megafoni posti sul campanile per pregare chi è morto a causa dell’epidemia.

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