La Via Francigena fra battesimi inglesi e conversioni finlandesi

«Nel 2011 a Mortara sono passati due giornalisti di Saint’Etienne, con un mulo di nome Ottavio che nella notte ha rasato il prato. Avevano un carrettino plastificato, in cui trasportavano le figlie di quattro e due anni e la più piccolina di sette mesi, che succhiava ancora il latte della mamma».

È solo uno degli innumerevoli racconti contenuti nel libro “Amici dei pellegrini. Testimonianze in presa diretta”, scritto per il progetto “La memoria d’Adriano”. Ricordi e pensieri dedicati ai tanti aspetti del tratto lomellino della Via Francigena, che saranno inseriti in un progetto più ampio a cura dell’associazione Sant’Albino con la collaborazione dell’istituto “Angelo Omodeo”. Le voci degli amici dei pellegrini arrivano da Ambra Castellani di Palestro, Francesca Grosso di Nicorvo, padre Nunzio De Agostino e Franca Beneventi di Mortara, e Giancarlo Bindolini di Tromello.

«Negli anni i pellegrini sono cambiati – dice Ambra Castellani, titolare della Torre Merlata di Palestro (foto a destra) – Nel 2008 arrivavano con lo zainone tipo boy-scout cresciuto. Poi penso ai pellegrini del 2013-2014, nei primi anni di apertura della nostra accoglienza, quando arrivavano con motivazioni legate al lavoro, ai soldi, alla famiglia. Negli anni è cambiata la motivazione, oggi è anche un autoreferenziarsi verso gli amici, con tanti timbri sulla credenziale da mostrare».

A Nicorvo il santuario della Madonna del Patrocinio conserva una piastrella gialla e blu, su cui sono ben visibili la conchiglia, simbolo di Santiago de Compostela, e le chiavi decussate, simbolo di Roma. La piastrella, unica in tutt’Italia, è stata donata nell’ottobre 2006 dalla Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia per la festa della Madonna del Rosario. Da quell’anno gli ospitalieri Francesca Grosso e Gianmario Ruzzoli, con l’apporto del Comune e della parrocchia, accolgono i pellegrini da tutta Europa nella canonica rimasta in disuso da decenni. «Sono originaria del basso Piemonte – spiega Francesca – e dal 2004 abito a Nicorvo, dove ho iniziato ad appassionarmi alla Via Francigena riscrivendo il percorso. Oggi facciamo attraversare il paese, proseguire verso Albonese e poi per cascina Afficiati fino alla frazione mortarese di Madonna del Campo». Nel 2017 si sono fermati a Nicorvo tra i 170 e i 200 pellegrini, transitati oltre 1.000. «Un ragazzo inglese che parlava italiano con accento bolognese mi raccontava che imparare i nostri congiuntivi era stata una cosa allucinante – dice ancora Francesca – Poi uno spagnolo che viveva in un convento vicino a Roma, senza un soldo in tasca ha fatto tutto il cammino sino a Santiago e ritorno».

A Mortara l’abbazia carolingia di Sant’Albino e il relativo luogo di accoglienza sono gestiti dal rettore padre Nunzio De Agostino e da Franca Beneventi. «Con alcuni giovani del Giubileo 2000 sono ancora in contatto: vado a trovarli e anche a sposarli come è avvenuto di recente, a Roma – spiega padre Nunzio, frate francescano – A Mortara abbiamo accolto anche un giovane finlandese, famoso in Italia per uno spot di una nota marca di dentifrici: parlammo di San Francesco. Quel giovane si è poi laureato in teologia e, tornato a Helsinki, ha fondato un convento francescano. Poi ricordo tre giovani di Londra che mi hanno chiesto di essere battezzati proprio a Sant’Albino. “Non è possibile, è necessaria un’autorizzazione”, ho risposto. Hanno subito contattato il loro pastore londinese che già li aveva preparati al battesimo, che pensavano di ricevere a Roma. Il parroco non conosceva l’italiano, io non conoscevo l’inglese. Così ci siamo parlati in latino e lui in poche parole mi ha convinto che erano bravi ragazzi e che meritavano il sacramento. Alle due e mezza di notte li ho battezzati». Dal maggio 2011 la gestione operativa dell’accoglienza è affidata a Franca: «Ogni anno riceviamo centinaia di pellegrini. Passano di qui e poi mettono le stelle, sempre quattro o cinque, su Google e così il passaparola funziona».

Padre Nunzio accoglie un gruppo di turisti a Sant’Albino

A Tromello i pellegrini vengono accolti da Bindolini, operaio della Necchi di Pavia in pensione, su una bicicletta bianca, rossa e verde. «A volte – dice – mi sorprendono con domande strane: per esempio, se il riso nasce sopra o sotto: non l’hanno mai visto e per molti il paesaggio con le risaie allagate è uno spettacolo. Un anno sono finito anche sulla Bbc grazie a Cristina Menghini, nota camminatrice della Via Francigena. È passato di qui anche il fratello del giudice Paolo Borsellino, che camminava solo: gli ho dato da bere, mi ha raccontato delle sue vicende personali. Poi gente dal Sudafrica e dalla Lapponia».

Bindolini con un gruppo di studenti lomellini

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