La Regina dell’avanguardia italiana

Il 2021 è l’anno della riscoperta della medese Regina Cassolo. La prima donna scultrice dell’avanguardia italiana sarà celebrata alla Galleria d’arte moderna e contemporanea (Gamec) di Bergamo, al Centre Pompidou di Parigi e al Guggenheim di Bilbao. Lorenzo Giusti, direttore della Gamec e curatore della mostra “Regina. Della scultura” con Chiara Gatti, riassume: «È la prima grande retrospettiva dedicata a Regina Cassolo, una delle figure più affascinanti del panorama artistico europeo del Novecento. Nata dall’acquisizione di un importante nucleo di opere dell’artista da parte della Gamec e del Pompidou, la mostra raccoglie 250 lavori all’interno di un percorso che abbraccia mezzo secolo di attività artistica, dagli anni Venti ai primi anni Settanta. Ora attendiamo che la Lombardia torni in zona gialla e poi resteremo aperti fino al 29 agosto».

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I luoghi dell’abbandono in Lomellina in un docu-film

Enrico Omodeo Salè

“La natura, quella cosa che resta oltre il tempo, oltre la civilizzazione, oltre i confini del presente, viene calpestata, ostacolata, fraintesa. Ma, dopo un po’, ritorna. Si riprende quello che è suo”. Il 39enne regista novarese Enrico Omodeo Salè, la cui famiglia è originaria di Mortara, è alle prese con il docu-film “La natura si riprende i suoi spazi”, che mostra una serie di spazi e di edifici abbandonati dall’uomo attraverso riprese aeree e da terra. Su YouTube è già visibile l’anteprima del lavoro svolto per ora fra Novara e Vercelli, oltre a Liguria, Veneto ed Emilia Romagna. «Dopo Pasqua – spiega Omodeo Salè – sarò anche in Lomellina per filmare vecchie cascine, stazioni ferroviarie e abitazioni ormai abbandonate: l’idea è di raccontare e valorizzare, attraverso una narrazione poetica, luoghi apparentemente non importanti, ma che testimoniano epoche passate, storie umane e sociali».

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Da Gerusalemme a Tromello, direzione Canterbury

Sul percorso millenario della Via Francigena in memoria della moglie e del figlio scomparsi nei mesi scorsi. Il 72enne norvegese Mathias è stato accolto a Tromello dal consigliere comunale Stefano Simini e da Giancarlo Bindolini, volontario e custode del tratto tromellese dell’itinerario dei pellegrini medievali (foto in alto con due pellegrini). Simini, che nel luglio di due anni fa aveva percorso il cammino di Santiago di Compostela, ha incrociato sabato 27 marzo pomeriggio il pellegrino norvegese di fronte alla chiesa parrocchiale di Tromello.

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«Io e il mio amico Raoul Casadei»

La scomparsa di Raoul Casadei è ricordata da Mira Torriani, la regina del liscio lomellino che non calca il palcoscenico dal 2011, dopo più di quarant’anni davanti a un microfono. «Incontravo Raoul – dice la 65enne ex cantante, che da alcuni anni vive in un paese del Monferrato – soprattutto negli autogrill, quando entrambi finivamo le serate: lavoravamo molto in tutto il Nord Italia e oltre. Ci parlavamo bevendo un caffè o un cappuccino e ridendo alle barzellette del suo sassofonista Fiorenzo Tassinari. Non abbiamo mai suonato insieme, ma capitava che un locale avesse ospitato una sera l’orchestra di Casadei e la sera dopo quella guidata da me». Erano gli inizi degli anni Settanta, quando Casadei e Mira Torriani si esibivano, fra l’altro, nei locali del Varesotto. «Raoul era una persona molto alla mano – conclude l’ex regina del liscio – Ci scambiavamo anche domande di lavoro sul tale musicista o sulla tale balera».

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“Ma perché tutte queste parole inglesi?”

Draghi tra baby sitter e smart working (VIDEO)

“Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting. Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi”. Così il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi si concede una battuta sugli anglicismi che popolano, purtroppo, la lingua italiana.

I sette peccati capitali nel nuovo cd dei mortaresi Marble

Le tre virtù teologali e i sette peccati capitali sono al centro dell’album del gruppo mortarese Marble, uscito ieri per l’etichetta lettone Sliptrick Records. Il titolo è un acronimo in inglese, lingua scelta per incidere tutte le canzoni: “S.a.v.e.”, “Sins and virtues ending” cioè la fine dei peccati e delle virtù. Traguardo significativo per la band di “metallo melodico” composta dai mortaresi Eleonora Travaglino alla voce, Jacopo Marchesi alle tastiere, Daniel Fleba al basso e Paolo Beretta alla chitarra solista, cui si aggiungono Omar Gornati di Abbiategrasso alla chitarra ritmica e Norman Ceriotti di Busto Arsizio alla batteria. Fra loro solo Beretta e Ceriotti “vivono di musica” essendo docenti, mentre gli altri componenti suonano solo nel tempo libero.

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Ora a Mortara il sushi è anche d’oca

Il sushi d’oca è la nuova frontiera della cucina mortarese e lomellina. L’innovativo piatto è stato ideato e concretizzato da Franco Tolasi, dalla moglie Barbara e dal figlio Edoardo, titolari della storica Salumeria Nicolino di via Roma. La secolare tradizione dell’oca unita al decisamente più recente piatto a base di riso e pesce crudo tipico del Giappone è un esperimento benedetto anche dal console giapponese a Milano, che ha scritto ai Tolasi ringraziandoli di essere riusciti a fondere due gastronomie così lontane per cultura e tradizione. «Dopo un primo tentativo – spiega Edoardo Tolasi, con una passione per la cucina orientale – abbiamo perfezionato i nostri uramaki, gli ormai noti “involtini” di sushi, utilizzando prodotti tipici di Mortara e della Lomellina, oltre alle varie tipologie di lavorazione e di cottura dell’oca. Per il nostro sushi sfruttiamo riso Carnaroli della Lomellina fornitoci dal nostro partner Cascina Alberona: l’amido prodotto dopo la cottura svolge un’importante azione di collante e i chicchi stessi garantiscono la giusta consistenza per un abbinamento con i diversi tagli di oca».

Franco Tolasi con il figlio Edoardo e la moglie Barbara (foto di Francesco De Agostino)

Gli uramaki sono arricchiti all’interno o in superficie con il classico salame d’oca cotto di Mortara, il petto d’oca affumicato, il salame d’oca stagionato, la linguetta di speck d’oca o il prosciutto d’oca cotto. Per proporzionare i gusti i Tolasi non mancano di attingere alla variegata tradizione culinaria della Lomellina inserendo asparagi di Cilavegna, cipolla rossa di Breme e zucca Bertagnina di Dorno, oltre alla mostarda di Voghera. «La difficoltà maggiore – confessa Franco Tolasi, componente del Consorzio di tutela salame d’oca di Mortara – è stato il bilanciamento dei sapori: trovare il giusto equilibrio in bocca tra i vari ingredienti, ma la tradizione del riso e quindi del risotto della Lomellina ci ha aiutato molto».

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