Me cago en el amor. Buon 2021!

È un mondo difficile, vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto.

Il risotto nero di Carbonara al Ticino incoronato da Raspelli

Dalle antiche foreste della Sylva Carbonaria al risotto di Carbonara al Ticino, impreziosito dalla polvere di carbone vegetale che rimanda proprio alla selva di epoca preromana. Il piatto che rivaluta la storia e le tradizioni gastronomiche di Carbonara ha vinto il primo “Sindacontest”, concorso virtuale a sfondo culinario lanciato dal critico gastronomico Edoardo Raspelli che ha registrato la partecipazione di 1.847 Comuni di tutta Italia.

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La Cesta lomellina e l’Ecomuseo su Pavia Uno Tv

Questo il resoconto delle attività ecomuseali in questo martoriato 2020: resoconto firmato dal presidente Berzero e dal coordinatore De Agostino, e spedito alla Regione Lombardia.

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Quando le diocesi si sovrappongono alle Province

Il duomo di Pavia

Quando le suddivisioni territoriali dello Stato italiano e della Chiesa cattolica non coincidono, succede che in una provincia come quella di Pavia possano convivere sette diocesi: Pavia, Vigevano, Tortona, Vercelli, Piacenza-Bobbio, Milano e Lodi. Fino a quattro anni fa c’era anche Novara, ma il 26 giugno 2016 le diocesi di Vigevano e di Novara si scambiarono rispettivamente le parrocchie di Sozzago e di Gravellona sovrapponendo così i confini ecclesiastici e amministrativi. La diocesi di Pavia coincide quasi interamente con il territorio del Pavese: le uniche eccezioni sono costituite da Casorate Primo e Siziano, parrocchie che fanno capo all’arcidiocesi di Milano, e di Miradolo Terme, nella diocesi di Lodi. A sua volta, la diocesi di Pavia ingloba Casarile e Binasco, due Comuni della Città metropolitana di Milano.

L’altra città in provincia di Pavia sede di diocesi è Vigevano, eretta nel 1530 da papa Clemente VII aggregando le parrocchie di Vigevano, Mortara e Gambolò e, nel 1535, l’abbazia di Santa Maria di Acqualunga, oggi sotto Frascarolo. Nel 1817 papa Pio VII ampliò notevolmente la diocesi di Vigevano assegnandole tutte le parrocchie della diocesi di Pavia sulla destra del Ticino e altre cinque che prima appartenevano alla diocesi di Novara: Gravellona (poi ritornata a Novara e oggi a Vigevano), Cassolo vecchio, Cassolo nuovo, Vignarello e Villanova. Della realtà geografica della Lomellina, però, non fanno parte sei parrocchie della zona nord-ovest: Robbio, Palestro, Confienza, Cozzo, Castelnovetto, Langosco e Candia, dipendenti dall’arcidiocesi di Vercelli. In quella zona solo la parrocchia di Rosasco rappresenta un’enclave appartenente a Vigevano.

La motivazione della spaccatura ecclesiastica è determinata dal corso del Sesia, fiume a carattere torrentizio che oggi entra nel Po fra Breme e di Sartirana ma che già in epoca romana aveva un corso molto diverso dall’attuale (nella foto, il corso del Sesia in un’immagine della Società storica vercellese). Secondo lo storico Goffredo Casalis, il fiume, dopo aver fiancheggiato Langosco, Candia e Breme, scorreva fra Sartirana e Torre Beretti, all’abbazia di Santa Maria di Acqualunga risaliva a nord verso Tortorolo, scendeva a Pieve del Cairo per poi gettarsi nel Po a Mezzana Bigli. Il corso del Sesia fu “tagliato” a Breme probabilmente nella prima metà del Duecento inglobando nella Lomellina vasti territori da Confienza a Breme, paesi in cui, ancora oggi, si parla un dialetto molto simile al monferrino e al vercellese. Un altro dettaglio legato al mutevole corso dei fiumi riguarda Mezzana Bigli, che fino a due secoli fa era nell’attuale Oltrepò, ma che fu “trasportato” in Lomellina da una piena del fiume. Oggi il capoluogo comunale Mezzana e la frazione Casoni Borroni sono nella diocesi di Tortona e la frazione Balossa Bigli in quella di Vigevano.

Infine, alla vasta diocesi di Tortona, che nella sua parte meridionale arriva fino in provincia di Genova, fa capo quasi l’intero Oltrepò Pavese. Le uniche parrocchie oltrepadane al di fuori di Tortona, in diocesi di Piacenza-Bobbio, sono Romagnese e Colli verdi (Ruino e Valverde) e parti dei Comuni di Menconico (le parrocchie di San Giorgio e San Pietro in Casasco), Val di Nizza (Sant’Albano) e Varzi (la parrocchia di San Colombano a Monteforte).

Un libro bianconero “pavese” nel ricordo di Pablito

Un mese fa il libro 1897 Juventus FC. Le storie era stato spedito a Paolo Rossi. «Ci ha risposto che lo voleva autografato dagli autori e così abbiamo fatto», rivelano oggi Massimo Bocchiola, Andrea De Benedetti, Corrado Del Bò e Davide Ferrari, che venerdì 11 dicembre hanno presentato il volume sui bianconeri sulla pagina Facebook della casa editrice Hoepli.

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I disegni dei bambini di Sartirana anti Covid-19

Non solo i dodici disegni più votati sono stati inseriti nel calendario benefico 2021 della Protezione civile, ma anche quelli realizzati da altri 28 bambini di Sartirana Lomellina durante il confinamento primaverile anti Covid-19. «Ci hanno emozionato tutti i 40 disegni, al di là del voto – spiega il gruppo comunale coordinato da Matteo Sormani – Sono stati regali con il cuore e perciò vogliamo fare a tutti loro questo nostro regalo».

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Visite virtuali a Pavia e provincia

Il centro storico di Pavia

Ultimi dieci appuntamenti dell’anno con la cooperativa Oltre confine di Sannazzaro. A differenza di quanto programmato nei mesi scorsi, questa volta il calendario di dicembre prevede solamente eventi online sulla piattaforma Zoom. «Vogliamo chiudere in bellezza – spiega la presidente Valeria Cechetto – l’iniziativa “10.000 passi nella Storia”, avviata a giugno: da allora un vasto pubblico ci ha sempre accompagnato con grande entusiasmo. E ora abbiamo creato anche il link https://forms.gle/bHYM4QZNqrzH8dyE6 per prenotarsi direttamente. Vogliamo rilanciare il nostro amato territorio, soprattutto in un momento molto delicato come quello che stiamo vivendo. Nel mese di dicembre ad accompagnare i partecipanti saranno le nostre guide Simone Ardizzi, Antonio Ramaioli, Alberto Pistola, Valentina Dezza e due amiche del Cuneese».

Si parte sabato 5, alle 15, con la seconda parte di Pavia romana: l’archeologo Simone Ardizzi parlerà del periodo da Augusto ad Aureliano. Il secondo appuntamento è in programma sabato 12, alle 15, quando Antonio Ramaioli terrà la conferenza “Ma dabòn? Strani fatti e personaggi delle cronache pavesi” e, in particolare, di un fallito colpo di Stato. La conferenza è incentra sul tentativo di ammutinamento compiuto il 24 marzo 1870 da parte di alcuni sottufficiali della brigata Modena dislocata a Pavia e a Piacenza. Fatto raccontato anche nel libro di Mino Milani “Patatrac”, uscito nel 2013. «L’idea – aveva spiegato Milani – mi è venuta perché a Pavia la parola “patatrac” ha un senso quasi bonario: lo storico pavese Giacomo Franchi raccontava che il volgo, la Pavia popolare, aveva chiamato questo tentativo di ammutinamento “patatrac”, quasi per minimizzare, per sorridere».

Domenica 13, alle 15, si passerà alla storia dei santi Siro, Ambrogio e Lucia con Valeria Cechetto e giovedì 17, alle 17.30, Valentina Dezza approfondirà il tema della necropoli romana dell’area Pleba a Casteggio. Sabato 19, alle 15, terza e ultima parte della Pavia romana: ancora Simone Ardizzi parlerà dei culti del territorio e della caduta dell’Impero. Domenica 20, alle 15.30, la storica dell’arte Clara Demarie terrà la conferenza “Un giorno nel passato di una piccola cittadina: paure e superstizioni ad Alba”.

Massimiliano d’Asburgo Lorena e la moglie Carlotta di Coburgo Gotha

Giovedì 24, alle 16, “La vigilia di Natale a Miramare”. «Parleremo – anticipa Cechetto – del legame tra il Lombardo-Veneto e il castello di Miramare di Trieste, residenza privata di Massimiliano I d’Asburgo Lorena, viceré fino al 1859 e imperatore del Messico dal 1864 al 1867: abbiamo scelto la Vigilia di Natale perché quest’anno ricorrono i 160 anni dalla sua inaugurazione, considerato che Massimiliano e la moglie Carlotta del Belgio (Coburgo Gotha) ci andarono a vivere in questo giorno del 1860».

Sabato 26, alle 20, ecco “Il maestro di Vigevano” con Alberto Pistola e domenica 27, alle 15.30, “Odori e rumori ad Alba” con l’archeologa Marianna Ceppa. Si chiuderà giovedì 31, alle 16, con la conferenza sui castelli della Lomellina a cura di Valeria Cechetto.

Contributo minimo di 7 euro. Info e prenotazioni: 375.5709240 o visiteguidate@vieniapavia.it.

Il gusto si esalta con la Cesta lomellina

Solo prodotti tipici nella Cesta lomellina, progetto giunto al terzo anno. L’idea lanciata dall’Ecomuseo del paesaggio lomellino è diventata l’autentico paniere delle eccellenze fra Po, Ticino e Sesia in grado di dare visibilità alle aziende agricole. L’invito del presidente Francesco Berzero è chiaro: «Comprate lomellino per sostenere la nostra terra in tempi difficili come quelli attuali».

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